En plein nella categoria più prestigiosa, quella legata ai riconoscimenti alla carriera, che ha visto trionfare tre importanti aziende toscane.
Un primo trofeo è stato consegnato all’architetto Maurizio Montani Fargna, infaticabile motore della Fattoria Casamora, azienda agricola dell’alto Valdarno, da anni al top della produzione di finissimi oli d’oliva.
Il secondo riconoscimento è andato invece all’antica Fattoria La Parrina, storica azienda agricola maremmana che si estende lungo le colline della bassa maremma toscana; 400 ettari, intatti da sempre, dove si produce non solo l’ottimo olio extravergine che ha portato la Marchesa Spinola tra i premiati di Oro Giallo, ma anche formaggi tipici ed esclusivi vini.
Terzo premio alla carriera alla Fattoria di Grignano, seicento ettari a monte del borgo di Pontassieve, concentrata da anni sul vigneto e l’oliveto. L’azienda fa dal 1972 capo alla famiglia degli Inghirami, originari di San Sepolcro.
Altri due prestigiosi premi nella categoria packaging e design, per completare la cinquina toscana, sono andati ad altre due realtà di spicco della Toscana. Per la bottiglia dal raffinato design è stata infatti premiata l’azienda  Franci, ben conosciuta dagli amanti dell’extravergine di qualità e titolare di prestigiosi riconoscimenti italiani ed esteri. Altro premio quello riportato da Solemma, l’azienda di Magliano in Toscana, che ha meritato uno dei riconoscimenti messi in palio da Oro Giallo 2006 per packaging, etichette e bottiglia. La bottiglia di Solemma infatti è stata elogiata dai componenti dell’apposita giuria composta, tra gli altri, dal Vice Direttore della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, il Professor Claudio Popi, e dalla gallerista Ginevra Gigolo.
“Oro Giallo, la cultura dell’olio” al suo secondo anno di vita ha già raggiunto un prestigioso traguardo: quello di essere riconosciuta, tanto dai produttori quanto dai visitatori, come la vetrina dell’eccellenza.
Oltre cento etichette hanno attratto l’attenzione del pubblico ma anche e soprattutto degli addetti ai lavori, dei tecnici giunti da ogni parte d’Europa, della stampa specializzata e dei media in generale. Sempre piene di appassionati le sale delle degustazioni, sempre affollati i convegni che hanno portato a Bologna ricercatori, illustri clinici, assaggiatori professionisti da oltre dodici regioni italiane. Il tutto inframmezzato dalla visita di illustri personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo: dal Sindaco di Bologna Sergio Cofferati a Gianni Rivera, dallo scrittore Valerio Massimo Manfredi a Tullio Solenghi.  Non ultimo l’apporto al successo della rassegna fornito dai buyers internazionali giunti da Germania, Belgio, Svizzera, Austria e persino per conto degli Emirati Arabi.
Si è saputo creare interesse per tutto ciò che ruota intorno all’olio di oliva e la mostra emiliana si è rivelata all’altezza di assumere tanto il ruolo di crocevia di interessi commerciali,  tanto quello di osservatorio sulle tematiche di attualità che riguardano il settore olivicolo nazionale.
Si è posta attenzione anche ai problemi che il settore olivicolo nazionale presenta, prima  di tutto la concorrenza degli altri paesi e la produzione sleale, anche italiana, che elude le leggi e che spaccia per extravergine un prodotto che non ha tali caratteristiche.
Il Presidente di A.N.A.P.O.O. (Associazione Nazionale Assaggiatori Professionisti Olio d’Oliva) Marco Mugelli  a fine manifestazione ha lanciato un messaggio rivolto ai due contendenti nella prossima competizione elettorale, Berlusconi e Prodi.
“Molto tempo fa- lamenta Mugelli- l’Italia era leader nella produzione, nella commercializzazione e nella cultura del comparto; ormai da molti anni abbiamo perso la produzione ed ultimamente la commercializzazione, ci rimane la cultura che sta deteriorandosi ad un ritmo sostenuto. Che ne sarà dell’olivicoltura italiana nei prossimi anni? Vorremmo saperlo prima di andare al voto”.

 

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